giovedì 18 maggio 2017

Sono ancora qui, felicemente non fumatore ormai da 8 anni, 4 mesi e 17 giorni.


Qualcuno mi ha scritto chiedendomi che fine avessi fatto e la cosa mi è garbata parecchio, lo confesso.
Sono ancora qui, felicemente non fumatore, ormai da 8 anni, 4 mesi e 17 giorni.

Perché scrivo molto più di rado? Perché ho meno da scrivere, semplice...
Non vi ho mai nascosto che questo blog era in sostanza un semplice diario della mia esperienza; nulla di più. Non sono un tecnico, né tanto meno un terapeuta. Mi sono divertito parecchio a scriverlo e - vi dirò - credo che a questo debba parte della mia riuscita ad abbandonare le nostre false amiche per così tanto tempo.
Non ho scritto qui i miei pensieri per fare smettere altre persone; ma se qualcuno, leggendo queste povere righe, ne ha tratto giovamento, conforto o ispirazione ne sono ben contento.

Qualche risposta alle domande più ricorrenti:

  • Sì, penso ancora alle sigarette, ma semplicemente perché il loro ricordo corrisponde a dei momenti o periodi più spensierati del mio passato (ora sono mooolto più responsabile, sì)
  • No, non sono ingrassato. Ho la stessa taglia (una misera 52) da ormai più di 25 anni e il mio peso ha oscillazioni periodiche entro i 4-5 kg
  • Avevo smesso (forse ricorderete) in occasione della gravidanza del mio primogenito e ora i figli sono 3
  • Ho ancora ogni tanto mal di gola e raffreddore. 
  • In questo periodo ho risparmiato un sacco di soldi, ma francamente non saprei dirvi dove li ho messi! 
A presto.

MAI PIÙ NEMMENO UN TIRO!

martedì 10 gennaio 2017

Il cartellone che tossisce




Risultati immagini per Il cartellone della pubblicità antifumo che tossisce ai passanti

Dalla Svezia una geniale pubblicità antifumo: The coughing billboard. Il cartellone che tossisce.

Si tratta di un'iniziativa delle Apotek Hjartat: una catena privata di farmacie con oltre 390 punti vendita in tutta la Svezia. www.apotekhjartat.se

venerdì 1 luglio 2016

Fumare è una malattia

Image result for fumatoreFumo, ma sto bene. Lo pensano in molti, anche per anni. Ma il «tabagista sano» non esiste e fumare andrebbe considerato al pari di una vera e propria patologia
È questa l’ipotesi avanzata in un editoriale dell’italiano Leonardo Fabbri, pneumologo e professore di Medicina Interna di all'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, sulla prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine, che sintetizza così le sue conclusioni: «I fumatori che pensano di godere di buona salute purtroppo dovranno ricredersi, in quanto (salvo rare eccezioni) spesso hanno alterazioni biochimiche, cellulari o funzionali anche in assenza di sintomi. O viceversa, mostrano sintomi quali tosse, catarro e mancanza di respiro, ritenuti “innocenti o normali” per un fumatore, soprattutto se anziano, ma in realtà sono segno di una malattia respiratoria, cardiovascolare o metabolica in atto. O, peggio, di un tumore. Del resto, statistiche alla mano, chi fuma muore in media 10 anni prima di chi non fuma…».


Tratto dalla versione online del Corriere della Sera del 1 luglio 2016:
www.corriere.it/salute/sportello_cancro/16_giugno_30/fumatore-salute-non-esiste-si-muore-media-10-anni-prima-a59dc29c-3edc-11e6-a5ba-37d73c086ace.shtml

mercoledì 12 febbraio 2014

Diavolo di un blogger.com!

Qualcuno ha idea della ragione per la quale mi sono scomparse tutte le immagini dai post del blog e perché non riesca più a utilizzare Chrome per blogger.com?
Mi sembra strano. Ho risolto solo installando un nuovo browser.
Qualunque suggerimento sarà ben accetto.


Mai più nemmeno un tiro!

lunedì 29 luglio 2013

Si tratta solo di buona volontà, quindi?

Interessante studio quello di alcuni ricercatori israeliani, citato oggi dal Corriere: pare che i fumatori che non riescano a smettere non siano né meno informati, né più propensi al rischio di chi riesce invece a farlo.
Si tratterebbe semplicemente di impazienza, insomma una semplice questione di autocontrollo. Nei fumatori infatti pare siano compromesse la resistenza alla frustrazione e la capacità di resistere all'attesa di una gratificazione. I risultati derivano da un test chiamato "Iowa gambling task", utilizzato per l'osservazione dei meccanismi decisionali nella vita reale.

Bene. Ora c'è anche la prova scientifica. Amici fumatori: un po' di autocontrollo, per favore!

sabato 8 giugno 2013

Tanti bambini viziati...

Assisto incredulo all'indegna gazzarra sollevata dai fautori dell'e-cig riguardo alle supposte limitazioni in programma all'uso del loro giocattolo preferito.
Beh, forse sarebbe meglio indicarli come i venditori di e-cig, considerato il numero di negozi specializzati aperti nell'ultimo periodo e la sospetta iracondia delle loro argomentazioni.

Ammettiamo comunque per un attimo che si tratti di reali consumatori (come detto, ne dubito: ne ho avuto qualche esperienza anche qui sul mio poverissimo blog): di cosa si lamentano, di grazia? Sono ancora liberi di giocare con il loro trastullo preferito, che non è stato messo fuori legge, ma solo limitato nell'utilizzo nei locali pubblici, fra i minori e le donne incinte. Cosa c'è di male? 

Curioso osservare che le argomentazioni assomiglino tanto alla lotta fra fumatori e non fumatori di qualche anno fa (e le accise, e l'inquinamento, e la libertà personale, etc.). Nulla di nuovo.

Sono sempre stato scettico riguardo a queste lampadine da tenere in bocca. Conosco personalmente diverse persone che le hanno provate. Campione poco significativo perché saranno meno di dieci, ma NESSUNO di loro ha smesso di fumare. Dopo l'entusiasmo iniziale hanno tutti ripreso le vecchie "bionde" di lì a qualche tempo.

Allora, come la mettiamo? Il rimedio non funziona e non siamo nemmeno tanto sicuri che sia innocuo, Certo, ha creato diversi posti di lavoro temporanei con questi negozietti specializzati, ma si tratta dell'unico effetto positivo, a ben vedere. Non vorrei essere additato come disfattista, ma temo anche che parecchie di queste attività commerciali siano destinate alla chiusura, una volta passata "la moda". 

Cosa rimarrà?  La solita, grande verità: che per smettere di fumare serve solo buttare via sigaretta e pacchetto (magari teniamoci l'accendino, che può sempre servire per altro) e non fumare più. Nemmeno per un tiro, nemmeno per una cena, nemmeno per sogno...

Andrea - Free and Healing for Four Years, Five Months, Six Days, 23 Hours and 21 Minutes, while extending my life expectancy 112 Days and 10 Hours, by avoiding the use of 32379 nicotine delivery devices that would have cost me € 7.792,34.

venerdì 28 dicembre 2012

Quelle benedette sigarette elettroniche

Non ne vado particolarmente fiero, eppure in tempi non sospetti avevo messo in guardia contro queste assai commerciali prese in giro di noi poveri fumatori (ed ex).

Non capivo perché per smettere di fumare dovesse servire mettersi una lampadina in bocca e quale fosse la ragione ultima di continuare ad assumere nicotina attraverso un nuovo mezzo, pur rinunciando al tabacco...

Ebbene, è arrivato finalmente il parere del nostro ISS riguardo all'argomento, nonché alcune altre notizie gustose (dal mio punto di vista di malfidente, beninteso). Ve le ripropongo (fonte: Corriere.it) per una riflessione.





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Sigarette elettroniche bocciate  dall'Istituto superiore di sanità

La relazione: quelle con nicotina pericolose per i giovani  I medici: «Riattivano l'abitudine al fumo, sono farmaci»

ROMA - Due milioni di clienti fra quelli già conquistati e quelli che in un sondaggio Doxa hanno dichiarato di volerle provare. È il mercato italiano delle sigarette elettroniche, i dispositivi che simulano i tradizionali prodotti per il fumo. Con la promessa di aiutare a smettere senza danni per la salute. Si annunciano tempi difficili in tutto il mondo per i piccoli strumenti tecnologici con diverse concentrazioni di nicotina oppure a base di glicerina, aromi e acqua. Anche l'Italia è sul piede di guerra. L'avvio dell'offensiva è costituito dal severo parere dell'Istituto superiore di sanità consegnato in questi giorni al ministro della Salute, Renato Balduzzi. 

Venti pagine, con conclusioni sostanzialmente negative sulle «cartucce» alle quali si riconosce l'unico vantaggio di ridurre i danni del fumo passivo perché emettono vapore e non funzionano con la combustione. «Le sigarette elettroniche con nicotina - si legge - sollevano preoccupazioni per la salute pubblica. Potrebbero rappresentare un rischio di iniziazione al fumo convenzionale a base di tabacco e di potenziale dipendenza. Rischio notevole soprattutto per i giovani considerando la facilità di reperimento su Internet». 

Il parere non lascia spazio a dubbi. Le sigarette «potrebbero riattivare l'abitudine al fumo» in chi ha già smesso. Si suggerisce infine che non esistendo «evidenza scientifica sufficiente a stabilire la sicurezza e l'efficacia come metodo per la dissuefazione, andrebbero regolamentate come dispositivi medici o prodotti farmaceutici e non come prodotti del tabacco». 

In pratica, medicine a tutti gli effetti. Esattamente la stessa linea seguita in altri Paesi. Austria, Belgio, Germania, Portogallo e Svezia hanno già cominciato. Australia, Canada, Norvegia le vietano del tutto. In Francia sono autorizzate solo a scopo terapeutico, il Regno Unito le sta regolamentando, gli Usa sono orientati a sottoporle alle stesse prove di valutazione dei farmaci. 

Un nuovo altolà per il «fumo senza fumo» dopo le dichiarazioni dell'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità che oltre a metterne in dubbio l'innocuità le considera addirittura un sistema «per sabotare le strategie messe in atto contro il tabacco». La scorsa settimana l'Unione Europea aveva formalizzato la proposta di obbligare i produttori a contrassegnare i pacchetti delle elettroniche alla nicotina con avvisi espliciti sui rischi per la salute. 

Il parere consegnato a Balduzzi contiene le stesse indicazioni: «Le ricariche con nicotina presentano potenziali livelli di esposizione per i quali non è possibile escludere il rischio di effetti dannosi per la salute umana in particolare per i giovani. Si ritiene opportuno che gli effetti dannosi per la salute siano comunicati al consumatore con apposite avvertenze sulla confezione».  E sono proprio i minorenni i più esposti. Acquistano su Internet aggirando il divieto per gli under 16 stabilito in un'ordinanza firmata dal ministro il 28 settembre e che ha validità di sei mesi. In attesa di nuove, eventuali iniziative che potrebbero essere dettate dal documento dell'Istituto superiore di sanità. 

Le pseudo sigarette si trovano facilmente in commercio. I negozi specializzati aprono con velocità sorprendente. Nel 2012 il comparto ha fatturato circa 100 milioni e ha dato lavoro a circa 1.500 persone. I dati sono stati comunicati dai produttori quando poche settimane fa in un emendamento alla legge di Stabilità è stato proposto di equiparare le elettroniche alle bionde dal punto di vista della distribuzione, detenzione e vendita.






NICOTINA IN VAPORE

Sigarette elettroniche, maxisequestro a Genova. Chiesto parere al Consiglio superiore di Sanità

I Nas hanno requisito tremila dispositivi non a norma. Nel mirino soprattutto negozi aperti per il business natalizio. 

Le sigarette elettroniche ormai sono diventate una moda. E in tanti a Natale le hanno regalate ad amici e parenti nel tentativo di convincerli a smettere di fumare. Bisogna fare però attenzione. Un maxi sequestro di sigarette elettroniche è stato compiuto dal Nas a Genova in alcuni negozi che vendevano prodotti non a norma. Tremila tra dispositivi e liquidi erano privi del marchio di sicurezza. Nel mirino soprattutto negozi aperti negli ultimi tempi per sfruttare il business natalizio. 

IL MARCHIO CE - I militari hanno multato tre commercianti per alcune migliaia di euro. L'attività del Nas è voluta dal ministero della Salute nell'ambito delle verifiche sulla distribuzione in Italia di questo prodotto. Le sigarette elettroniche sequestrate non sono di marchi noti ma vengono dalla Cina e non hanno etichettatura Ce. «Il controllo non è frutto di una strategia di oggi, è un settore delicato non è la prima volta che svolgiamo controlli in questo ambito», ha spiegato il Vice comandante dei carabinieri del Nas, Antonio Diomeda. Sono oltre 30 mila le confezioni sequestrate dai carabinieri del Nas a partire dal 2010. 

LA LEGGE - E intanto dovrebbe arrivare a breve un parere del Consiglio Superiore di Sanità sugli eventuali rischi per la salute legati alle sigarette elettroniche, in particolare quelle che contengono nicotina. Il ministro della Salute Renato Balduzzi ha chiesto all'organismo consultivo del suo dicastero una valutazione sulla base di alcune osservazioni che erano arrivate dall'Unione europea, documento che dovrebbe essere quasi pronto. La Commissione Europea appena prima di Natale aveva formalizzato la proposta di modificare la direttiva in vigore con un giro di vite nei confronti dei prodotti da fumo in generale, imponendo anche per le sigarette elettroniche che contengono nicotina, l'obbligo di riportare con evidenza le avvertenze sui rischi per la salute. Balduzzi lo scorso 28 settembre aveva intanto firmato una ordinanza che rinnovava il divieto di vendita ai minori di 16 anni di sigarette elettroniche con presenza di nicotina. Il divieto di vendita vale per 6 mesi, in attesa proprio della consegna dello studio sul tema che il ministro ha commissionato ai propri esperti il 26 settembre.

 (modifica il 28 dicembre 2012)




GLI É SCOPPIATA TRA LE MANI, IL GIOVANE È STATO COLPITO AGLI OCCHI

Genova: esplode sigaretta elettronica,  25enne ricoverato in ospedale

Dopo il maxi-sequestro di prodotti cinesi fuori norma, arrivano i primi incidenti

Stava «caricando» il liquido da vaporizzare nel serbatoio e la sigaretta elettronica gli è scoppiata fra le mani: un venticinquenne genovese L. R. non si è fatto molto male, è stato colpito agli occhi dalla nicotina ed è corso all'ospedale per il forte bruciore. Al pronto soccorso del Galliera è stato medicato e dimesso con una prognosi di dieci giorni per l'infiammazione oculare: la nicotina è un veleno. 

MAXI-SEQUESTRO - «Primo caso del genere» dicono i Sanitari. E i medici, come i Nas, mettono in guardia sulle sigarette elettroniche «taroccate», quelle prive di autorizzazioni, spesso di fabbricazione cinese come quella che è esplosa mentre L.R. la preparava. A Genova sono stati sequestrati dai Nas in questi giorni più di 3000 kit per sigarette elettroniche fuori norma. Almeno una evidentemente è sfuggita ai controlli ed è arrivata nelle mani dello sfortunato aspirante non-fumatore. Giusto in tempo per esplodere.

venerdì 24 agosto 2012

Una generazione senza fumo

Non so se avete già notato questa notizia: non posso trattenermi dal ripubblicarla!

Dal Corriere della Sera del 22 agosto 2012. Articolo di Francesco Piccolo

Se l'Australia crea per legge
la generazione senza fumo

Sigarette vietate a tutti i nati dopo il 2000. Lo Stato individua una generazione simbolica e decide di sostituirsi alle scelte dei cittadini

I n Australia, la lotta contro il fumo sta diventando piuttosto aggressiva, con una sorta di attacco finale. Dopo aver ottenuto la vendita di pacchetti di sigarette senza marchio, tutti uguali, in cui resterà evidente solo la minaccia di morte, ecco un'altra notizia che arriva dalla regione della Tasmania. Il Parlamento si appresterebbe ad approvare una proposta che è definita più o meno così: la generazione del 2000 senza più fumo. E per 2000 si intende proprio l'anno, non il simbolo del millennio. In pratica, tutti coloro che sono nati da quell'anno in poi non potranno più fumare, neanche quando avranno raggiunto la maggiore età (quindi dal 2018). Sarà proibito dalla legge (se il programma proposto si trasformerà davvero in legge). Sarebbe un atto senza precedenti, piuttosto violento, ma di quella violenza precisa che soltanto coloro che vogliono salvare l'umanità possono mettere in pratica.
Ora, tutto questo potrebbe accadere in una regione lontana di uno stato lontano di un continente lontano. Ma già il brand unico è stato un precedente recente che è stato immediatamente preso in considerazione dal resto del mondo. In pratica, gli Stati finora hanno adottato con più o meno convinzione (al netto dei benefici economici dei monopoli) una politica di scoraggiamento, sempre più minacciosa. Adesso, verrebbe proposto un passo in più, che vorrebbe assomigliare a qualcosa di definitivo: una data che è una linea di demarcazione al di là della quale non si potrà più compendiare nella propria quotidianità l'atto di accendersi una sigaretta. Un trentenne potrà farlo, un ventenne no. E man mano che il tempo passerà, le generazioni senza fumo saranno sempre di più, e quindi probabilmente le sigarette spariranno (questo è l'obiettivo, non certo segreto). Lo Stato, quindi, sceglie una generazione simbolica, una data di inizio dell'era moderna, e decide di sostituirsi alle libere scelte dei cittadini. Non si può più scegliere liberamente di farsi del male, di rischiare la vita. Sarà, appunto, proibito.
È una carta nuova, estrema - e allo stesso tempo antica. Perché in pratica sembra riproporre il proibizionismo americano degli anni Venti, in cui veniva bandita la vendita e il consumo di alcol - il proibizionismo esiste ancora, in gran parte del mondo, per quasi tutte le sostanze stupefacenti. Ma si sa, le sigarette hanno una storia diversa, più simile a quella dell'alcol. Sono state amate, tollerate. Hanno avuto una storia familiare, sociale, positiva. E poi, pian piano, con la scoperta delle conseguenze, si sono ritirate molto lentamente dal contesto sociale, e oggi i fumatori non ricordano quasi più che accendevano sigarette a tavola con i figli, al cinema, al ristorante. Le sigarette, come l'alcol, non sono state il consumo di pochi o un simbolo generazionale, ma sono state accettate, fino a un certo periodo della storia, nella vita quotidiana. E a proposito di generazioni, fino a non molto tempo fa erano ancora una prova di crescita, di virilità, di indipendenza, di rito collettivo.
Adesso, la legge vorrebbe intervenire con un atto definitivo. Il proibizionismo americano alimentò un mercato sotterraneo, perfino un'epica dell'alcol, e alla fine lo Stato si arrese all'evidenza. Ma non aveva adottato la linea di demarcazione generazionale. È questo il quesito interessante e pieno di dubbi; visto che il programma non nasce per punire i ribelli, ma per ottenere un risultato definitivo. La legge riuscirà a spezzare il passaggio di un vizio da una generazione all'altra? Insomma: i giovani dovranno, per legge, diventare più virtuosi, non farsi del male. Cosa accadrà se si ribelleranno?


venerdì 30 dicembre 2011

Da quanto avete smesso di fumare? Per me sono tre anni!

Fra due giorni compirò tre anni interi senza fumo.
  • Ho risparmiato un sacco di soldi (ora che ci penso: dove li avrò messi?).
  • Ho guadagnato due mesi e mezzo di vita (nei quali senz'altro pioverà, parafrasando Woody Allen).
Più seriamente:
  • ho dimostrato qualcosa anche a me stesso: di sapermi porre un (altro) obiettivo importante e di raggiungerlo
  • respiro meglio, sto meglio, non sono ingrassato, non puzzano più di fumo né il mio alito, né i miei capelli, né i miei vestiti
  • la mia auto non presenta più bruciature vicino al finestrino, così come i miei abiti e i mobili di casa
  • non ho più un comportamento da esiliato al ristorante e se ho voglia di fermarmi a parlare con un amico lo faccio a prescindere dalla sigaretta da fumare all'aperto
  • mi accorgo subito se una persona è un fumatore anche semplicemente stando nella stessa stanza
  • sono in grado generalmente di riconoscere un fumatore anche per strada, soprattutto se è in là con gli anni
  • mi domando perché diamine non abbia smesso molti anni prima
  • mi sento in dovere di dire queste cose alle persone che conosco (con il dovuto tatto, credo)
  • non capisco sinceramente come - con tutte le fonti di informazioni che disponiamo - sia ancora possibile ai giorni nostri iniziare a fumare per un adolescente o per un giovane
  • per la stessa ragione, non capisco come una persona già adulta possa continuare a fumare senza porsi il problema, soprattutto se ha famiglia
  • non riesco a vedere fumare una donna incinta: mi sembra un comportamento criminale
  • continuo a ripetere che smettere di fumare è veramente facile: basta buttare via il pacchetto e non fumare più: nemmeno per una serata, nemmeno una sigaretta, nemmeno un tiro
  • non ho usato nemmeno i cerotti o altri succedanei del tabacco... mah! Sarò strano io, che ho fatto come oltre il 90% delle persone che hanno smesso o saranno forse strani quelli che non credono che smettere di fumare (anche da soli) sia facile e perciò non ci provano nemmeno?
  • ho un gradevole senso di superiorità (perdonatemi) quando entro in una tabaccheria, guardo tutte le sigarette esposte e poi... chiedo una marca da bollo!
Qualcuno vuole aiutarmi ad andare avanti con questo elenco?

MAI PIÙ NEMMENO UN TIRO!

giovedì 9 giugno 2011

No smoking, be happy!

Bella iniziativa (non recentissima, ma l'ho scoperta adesso) della Fondazione Veronesi. Campagna chiara, semplice, immediata: chi non vuole capire che fumare fa malissimo non lo capirà lo stesso,  ma sarà sempre più colpa sua.
Se volete qualche informazione in più, fatevi un giro sul sito della campagna e guardate le varie attività sul menu di destra della pagina.

MAI PIÙ NEMMENO UN TIRO!

sabato 28 maggio 2011

La tranquillità di chi sa di avere fatto la scelta giusta

Noto che i miei post qui si sono rarefatti e credo sia assolutamente naturale. L'impegno del primo periodo senza sigarette generava un'entusiastica attività, tipica dei neofiti.
Attualmente sono in un periodo in cui a volte nemmeno ricorderei (scusate) di avere un blog da tenere aggiornato, se non fosse per le vostre mail tanto gradite che ricevo a proposito di qualche argomento trattato in un post.

Non so se questa mia tranquillità significhi qualcosa: dopo 2 anni, 4 mesi e 25 giorni (ho dovuto cercare il quit counter sul mio computer per avere questo dato) forse ci si abitua a tutto; anche a questa battaglia. E il risultato più impressionante è proprio quello di dimenticarsi che la si sta ancora combattendo ogni giorno.

La mia tranquillità di fondo sta quindi nella consapevolezza di avere fatto la cosa giusta e di vivere serenamente, anche grazie a questo. Eppure dovrei essere più attivo nell'opera di sensibilizzazione di chi mi sta più vicino... Non si tratta forse di un mio preciso dovere morale? Ma serve a qualcun altro, oltre che a me e ai miei pochi affezionati lettori?

Leggo d'altra parte che - secondo l'ultima indagine Doxa - il numero di fumatori in Italia è aumentato nell'ultimo anno di circa 500.000 unità. Nonostante tutte le informazioni che disponiamo, le campagne antifumo,  le Giornate Anti Tabacco e tutto il resto. E questo sì che mi toglie un po' di tranquillità...

Ho deciso: continuerò a fare al meglio quello che - nel mio piccolo - sto provando a fare da un paio d'anni. Se anche solo avrò aiutato con questo blog una persona sola a smettere di fumare, avrò raggiunto un grande traguardo.

MAI PIÙ NEMMENO UN TIRO!

Sono ancora qui, felicemente non fumatore ormai da 8 anni, 4 mesi e 17 giorni.

Qualcuno mi ha scritto chiedendomi che fine avessi fatto e la cosa mi è garbata parecchio, lo confesso. Sono ancora qui, felicemente non f...