sabato 28 febbraio 2009

Come mi servirebbe una sigaretta ora...


Un pubblico ringraziamento al personale del call center tecnico di Telecom Italia. Mi ha dimostrato che fumare serve a nulla, ancora una volta, nel caso in cui ce ne fosse stato bisogno. Perché?

Tre giorni fa mi si è guastata l'ADSL (Alice). Chiamo il 187, mi assicurano l'intervento entro 48 ore. Bene. Nel frattempo ho un leggero malessere, diciamo un'influenzina strisciante. Niente febbre, ma gambe molli. Sto a casa dal lavoro un giorno. Niente internet. Non che volessi fare chissà che, ma insomma, magari controllare la posta... Due giorni a sbattere la testa contro un call center "non collaborativo", tutti i tentativi possibili di avere collaborazione. Niente. 

Un po' di stress l'ho avuto, ma ridacchiavo... Mi ricordavo dell'esempio fatto da Joel Spitzer nel suo libro "Mai più nemmeno un tiro!", riguardo al tipo che aveva forato sotto la pioggia d'inverno e - avendo smesso di fumare - pensava che almeno una sigaretta lo avrebbe aiutato in quella situazione.  Ma che genere di aiuto avrebbe potuto trarne? Gli avrebbe cambiato la gomma? Avrebbe fatto smettere di piovere o salire la temperatura esterna? Nulla di tutto questo. Quindi perché sentire il bisogno di fumare?

Lo stesso valeva per me. Difficile che una sigaretta avrebbe potuto riparare il guasto. Tanto valeva aspettare o andare avanti per tentativi. Combinazione di successo, che ha portato alla soluzione del problema.

Qualunque sia il nostro problema, la sigaretta non è la soluzione; anzi fa (ri)nascere un problema ben più grande di quello per il quale stiamo cercando aiuto.

Nel mio caso, una sigaretta avrebbe potuto cambiare la frequenza radio del modem wi-fi e ricaricare il driver del wireless adapter? Ho avuto una bella lezione... 

1 commento:

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