martedì 31 marzo 2009

Come aiutare gli amici a smettere


Secondo Joel Spitzer in pratica non si può...
"Smokers are going to smoke until they are ready to quit." (I fumatori continueranno a fumare finché non saranno pronti a smettere). Trovo questa sua frase illuminante.


Mi preme ribadire un concetto a me caro: tutti i fumatori sanno di dovere smettere (per se stessi, prima di qualunque altra ragione) ma non hanno ancora deciso di passare all'azione. Nessuno può costringerli (pena: trovarsi a che fare con un closet smoker) né convincerli a farlo (lo sanno già).

E allora che fare? Comprensione e informazione potrebbero tornare utili... Magari informazione riguardo agli effetti benefici sull'organismo... e non sto parlando di gusto e olfatto più sviluppati, quanto dei sorprendenti effetti causati dal miglioramento della circolazione!

D'accordo: questo vale soprattutto per i maschietti, attendo precisazioni in merito a quanto avviene nell'altra metà del cielo da parte di una gentil donzella. Grazie!

lunedì 30 marzo 2009

Il calo degli zuccheri


Da sempre, per me "calo degli zuccheri" significa avere voglia di fare un pisolino. Ora so che è perché ho smesso di fumare che ho sempre sonno.
Ai più attenti non sarà sfuggito il nesso causale: da ex fumatore ho maggiori difficoltà a mantenere (almeno in questo periodo iniziale) il livello per me ottimale di zuccheri nel sangue, perché non ho ancora modificato del tutto le mie abitudini alimentari, quindi pisolo...

Non mi riferisco solo alla dieta. Da fumatore mangiavo tre volte al giorno: colazione, pranzo e cena. E non gradivo molto i dolci. Il mio sovrappeso dipendeva soprattutto dalle dosi, insomma... Ora non ci riesco più: devo mangiare qualcosina anche durante la giornata. Pensavo fosse perché ero diventato goloso (sweet tooth), ma sbagliavo: è perché ho smesso di fumare.

Non è stupendo? Considerato che ho fatto una cosa meritoria (prima di tutto per me stesso), il mio corpo mi premia facendomi dormire di più e dandomi dolci... Il più è convincere gli altri che si tratta di una necessità fisiologica e non di pigrizia o golosità. Per questo ho dovuto studiare: pare che la nicotina abbia un effetto diabolico: fa sì che il nostro corpo prelevi le quantità di zucchero che gli necessitano da appositi depositi, anziché direttamente dal cibo, come sarebbe normale. Questo da una parte accelera il ripristino di livello degli zuccheri nel sangue (pochi secondi, contro i normali 20 minuti dell'assunzione del cibo tramite apparato digerente), ma dall'altra ha anche un effetto soppressore dell'appetito. Mangiamo meno e più di rado.

Insomma, se non voglio appisolarmi durante la giornata, devo (ri)abituarmi a suddividere il mio cibo nell'arco dell'intera giornata. Ce la farò da solo? Non è il caso di consultare subito uno specialista?

domenica 29 marzo 2009

Più che ogni ragionamento, valse il portafoglio


Sulla colonna di destra della pagina del blog, ho inserito uno spazio di ricerca fra le news riguardo all'argomento del fumo. Fra le ultime notizie, mi ha colpito quella secondo cui c'è una stretta relazione fra l'incremento del prezzo delle sigarette e il consumo delle stesse. 

Lo sospettavo, a dire il vero. E sembra che questa relazione sia decisamente importante: secondo un dato citato dal sito ufficiale del Parlamento Europeo, una crescita delle accise del 33% in 5 anni ha comportato una diminuzione del consumo del 15% circa in Europa. 
In realtà i prezzi delle sigarette nell'Europa allargata sono molto varii: si va da circa 1 euro per pacchetto in Lettonia a gli oltre 8 della Gran Bretagna. 

Anche la Banca Mondiale sostiene che l'aumento dei prezzi è la misura più efficace di lotta contro il fumo. 

Eh, sì: mantenere il vizio costa. Io stesso risparmio in questo momento (non fumando) circa 120 € al mese, 1440 all'anno. L'equivalente di una vacanza o dell'iscrizione annuale a una palestra o di tre completi di media qualità. Non è poco.

Nel frattempo, sono ricomparsi i contrabbandieri di sigarette nei mercati comunali milanesi. Sono un po' ridicoli (tengono due o tre pacchetti in mano, ti sussurrano l'invito all'acquisto quando passi) e offrono le loro sigarette a 2,5/3 euri. Chi le ha fumate, assicura che si tratta di prodotti pessimi anche per il fumatore più incallito.

Ma non è solo questione di soldi, lo sappiamo bene. Le sigarette fanno male sempre. Quella che non ha prezzo è la salute.


L'immagine è tratta da una pubblicità progresso latino-americana. Lo slogan recita: "Gli avete chiesto se voleva fumare?".

giovedì 19 marzo 2009

Un giorno per volta


L'altro giorno immaginavo di essere seduto nel salone in una bella casa che avevo appena comperato e ne ero felice, però... mi ricordavo all'improvviso di non potere più fumare nemmeno lì e questo mi rattristava. Persino un futuro così positivo poteva essere macchiato da questo falso senso di privazione. Sapevo che si trattava di un falso problema e l'ho metabolizzato molto velocemente, ma la vicenda mi ha fatto ugualmente riflettere.

Certe volte ci spaventiamo a pensare che fra un anno saremo ancora senza fumare. Vogliamo farlo e stiamo lottando per ottenere questo obiettivo, ma tutta questa vita senza sigarette... Che tristezza! 

Per affrontare questo senso di vuoto che ci assale, è bene cercare di vivere alla giornata. Alla mattina ci alziamo dicendoci "Oggi non voglio fumare" e alla sera andare a dormire dicendo "Che bello! Non ho fumato tutto il giorno". Viviamo un giorno per volta. 

Pericolo diametralmente opposto è senz'altro il fatto di dare per scontato il fatto di non fumare più. Come ex fumatori siamo soggetti permanentemente a rischio. Ci basta anche solo un tiro per avere una ricaduta. In questi casi il rinforzamento positivo della tecnica "Un giorno per volta" funziona benissimo. Ripetiamocelo ogni giorno. Sapendo che siamo deboli, sarà più facile non indulgere con noi stessi in pensieri "fumosi"...

Smettere per gli altri


Anche oggi, parlando con un amico, vengo a sapere che sua moglie ha smesso di fumare due volte - per mesi interi - in occasione delle gravidanze e dei relativi periodi di allattamento, per poi riprendere.

Un altro amico è un "closet smoker", cioè fuma di nascosto. Smette dal venerdì sera al lunedì mattina, sta senza fumare per due, tre settimane in vacanza. Riprende al lavoro o in auto, quando è solo.

Perché queste persone non riescono a smettere definitivamente? Forse perché la ragione per la quale smettono non li riguarda direttamente: smettono per altre persone: figli, coniuge, etc. Non smettono per loro stessi. Sanno perfettamente che il fumo fa male a loro più che a chiunque altro, ma non riescono a restare senza sigarette. In altre parole, possono non fumare, ma non smettere di farlo. Nemmeno lo vogliono fare. 

Dovrebbero forse pensare che l'amore o la considerazione che hanno dimostrato per i loro cari smettendo per un certo periodo di tempo di fumare sarebbe ancora più efficace se il cambio di comportamento fosse reale. Ancora meglio, dovrebbero pensare che devono a se stessi almeno altrettanta considerazione e rispetto di quanto hanno dimostrato per gli altri. 

Smettere di fumare è il più grande regalo che un fumatore possa farsi.
Smettiamo per noi stessi, innanzitutto. Anche gli altri ci ringrazieranno.

martedì 17 marzo 2009

Il foglio dei consigli di Joel Spitzer

Per gentile concessione di Joel Spitzer, autore  di "Never Take Another Puff"  (oltre un milione di copie scaricate gratuitamente), vorrei proporvi un elenco contenente i suoi principali consigli per smettere di fumare.

Foglio dei consigli per smettere di fumare

 1.      Smetti di botto. A lungo andare si tratta della tecnica per smettere più semplice e più efficace.

2.      Non tenere sigarette con te .

3.      Smetti un giorno per volta. Non pensare all’anno prossimo, al mese prossimo, alla settimana prossima e nemmeno a domani. Concentrati solo sul fatto di non fumare da quanto ti svegli a quando torni a dormire.

4.      Lavora sul fatto che ti stai facendo un favore a non fumare. Non pensare che ti stai privando di una sigaretta. Ti stai liberando dal vizio del fumo perché lo vuoi fare e perché tieni a te stesso.

5.      Sii orgoglioso del fatto che non stai fumando

6.      Sappi che molte situazioni abituali ti faranno venire voglia di una sigaretta. Si tratta di: bere caffè, assumere alcol, sedere in un bar, stare con amici fumatori, giocare a carte, la fine dei pasti. Cerca di mantenere le tue abitudini mentre stai smettendo; ma se in qualche occasione hai troppe difficoltà a resistere, smetti di fare quella cosa e riprendila a fare più avanti. Non pensare mai di dovere abbandonare una qualsiasi attività per sempre. Qualunque cosa facevi come fumatore, imparerai a farla – magari meglio – come ex fumatore.

7.       Prepara una lista di tutte le ragioni per le quali vuoi smettere di fumare. Tieni questa lista con te, magari dove eri abituato a tenere le sigarette. Quando le cercherai, troverai invece la lista: leggila.

8.      Bevi molto succo di frutta nei primi tre gioni. Ti aiuterà a eliminare la nicotina dal tuo organismo

9.      Per evitare di mettere su peso, mangia verdure e frutta invece di caramelle e dolci. Sedani e carote possono essere usati senza problemi come sostituti delle sigarette di breve periodo.

10. Se temi di ingrassare, inizia a fare regolarmente dell’esercizio fisico. Se non vi sei abituato, consulta il tuo medico per avere un programma di esercizi adatto a te.

11. Se affronti un momento critico (ad es. gomma a terra, inondazione, tempesta, malattia in famiglia) nel periodo in cui stai smettendo, ricordati sempre che fumare non è mai una soluzione. Anzi, fumare complicherebbe quella situazione di crisi, aggiungendone un’altra: la tua ricaduta nella dipendenza dalla nicotina.

12.  Considerati un nicotinodipendente. Un solo tiro può farti ricadere nel vizio. Non importa per quanto tempo hai smesso, non pensare di potere fare un tiro senza correre rischi!

13.  Non stare a rimurginare quanto tu voglia una sigaretta. Chiediti piuttosto quanto ti piacerebbe ritornare ai tuoi vecchi livelli di consumo. Fumare o non fumare, questa è l’unica alternativa possibile, non ci sono vie di mezzo.

14. Usa i soldi che hai risparmiato smettendo di fumare per comprarti qualcosa che veramente volevi, dopo una settimana o un mese. Smetti per un anno e potresti anche regalarti una vacanza.

15. Quando hai una crisi, fai degli esercizi di respirazione profonda

16. Frequenta ambienti dove non si può fumare, come cinematografi, biblioteche e le aree non fumatori dei ristoranti.

17. Di’ a tutti che hai smesso di fumare

18. Ricordati che ci sono solo due buone ragioni per fare ancora un tiro una volta che hai smesso di fumare. La prima è che hai deciso di tornare ai vecchi livello di consumo di sigarette fino a quando il fumo non ti renda dapprima invalido e poi ti uccida. La seconda è che ti piace soffrire di astinenza e pertanto vuoi farla durare per sempre. Se nessuna di queste due ragioni ti attira: NON FARE MAI PIÙ UN ALTRO TIRO!


giovedì 12 marzo 2009

Questione di motivazione


Sappiamo tutti come smettere di fumare non sia poi così difficile: lo è molto di più decidere di farlo.

Molti fumatori aspettano di "toccare il fondo", cioè di essere costretti a prendere questa decisione. Si può essere costretti da molti fattori: alcuni purtroppo negativi (salute, su tutti), altri positivi (sport, gravidanze, eccetera). 
Mi hanno sempre incuriosito molto anche quelli che smettono perché hanno avuto dei "segni rivelatori": un tale ad esempio avrebbe smesso di fumare perché, mentre stava dicendo no a una clinic anti fumo, il suo posacenere s'è improvvisamente spaccato a metà senza che nessuno lo toccasse (cito da Joel Spitzer). 

Confesso che anch'io per un certo periodo ho provato a smettere subordinando l'azione al verificarsi di una determinata condizione (sia di vita privata, che di lavoro: "se succede questo, è la volta buona che smetto di fumare"). Ebbene, ogni volta che lo facevo, quella determinata condizione non si verificava mai! Da una certa particolare angolazione,  insomma - il fumo - in pratica - mi stava mandando a pallino sia la vita personale che quella professionale. Scherzo, è ovvio. Ma fino a un certo punto.

È capitato che una delle condizioni si verificasse, ma che io rimandassi ugualmente l'azione di smettere, subordinandola al fatto di volere essere "sicuro" del verificarsi stesso. Ho capito finalmente che la tattica (e forse la stessa scelta) delle condizioni era solo un meccanismo di dilazione. Non volevo smettere, ma non lo volevo ammettere nemmeno con me stesso. Quindi costruivo questi castelli mentali sotto forma di "voto", contando sul fatto che non si verificassero mai le condizioni per smettere di fumare.

Non importava quanto quegli eventi fossero fondamentali per me: valevano meno delle mie care sigarette. Capire questa situazione (non ci voleva un genio, lo so) mi ha fatto finalmente agire.

Non importa la ragione per cui smettiamo. È importante smettere. Lo sappiamo benissimo: dobbiamo solo agire. 

mercoledì 11 marzo 2009

Questione di stile


Noto che i fumatori considerano gli ex fumatori come dei rompiscatole "a prescindere": "Ah, sei un ex fumatore, chissà come rompi adesso con il fumo!".

Ora, a parte il fatto che - come al solito - non si può fare di ogni erba un fascio (esistono senz'altro ex fumatori più intransigenti di altri), io mi reputo - chissà perché - un illuminato: posato, serafico, tollerante il giusto nei confronti di chi sta ancora nelle spire del vizio, eccetera.
Quello che mi dà noia però è quando si richiama gentilmente o magari con una battuta scherzosa un fumatore all'osservanza delle regole (nel caso di specie, non fumare in ufficio) e quello risponde a male parole, convinto di stare a subire un torto da un'oscurantista radicale. Lo facevo quando fumavo (badare al rispetto delle regole), non vedo perché dovrei smettere di farlo ora, solo perché sono diventato un ex fumatore.

Non sono stato un fumatore inappuntabile: anch'io ho fumato talvolta dove non si poteva, contando sul fatto di farla franca. Se venivo colto sul fatto, mi scusavo e smettevo prontamente, contando sulla umana comprensione del vigilante per la mia debolezza. Mi sembrava corretto: sbaglio, rischio, eventualmente ne pago le conseguenze, che spero le minori possibili... Ora no: chiedere di osservare le regole diviene oscurantismo. Chiedere di rispettare la larga maggioranza è solo "rompere". Il diritto di avvelenarsi è divenuto libertà di avvelenare (dando fastidio agli altri, aggiungerei). 

Forse è solo una questione di stile o forse è piuttosto una questione di intelligenza, vale a dire la capacità di capire quando si sbaglia e quando si è invece nel giusto. Se guido contromano in autostrada, se posteggio al posto dei disabili, se vado a 100 all'ora in città e mi contestano l'infrazione, direi alla pattuglia della stradale o della polizia urbana che sono dei poveracci che hanno smesso di guidare e che da allora sono diventati degli intolleranti?

sabato 7 marzo 2009

The Closet Smokers, cioè quelli che fumano di nascosto


Un mio amico ormai grandicello (sposato, due figli grandi) mi ha confidato settimana scorsa che in casa sua e nemmeno fra i suoi amici più cari si sa che è un fumatore.

Ne sono rimasto basito. Poi ho scoperto che il fenomeno è assai più diffuso di quanto si possa credere.

Si tratta indubbiamente di una delle situazioni più imbarazzanti per un fumatore. Non immaginatevi il ragazzino 15enne che non vuole farsi scoprire dai genitori, ma un omone (donnone) con tanto di barba e baffi, che si nasconde a fumare perché teme di deludere i propri cari o di perdere la propria reputazione di adulto responsabile (bugiardo, fumi!). Già essere un fumatore a volte ci fa sentire dei minus habentes ma il fatto di doversi nascondere dagli altri è veramente troppo!

E il rimedio è più semplice a dirsi che a farsi... Occorre prima confessare la propria ricaduta e poi smettere (con ogni probabilità di nuovo) di fumare. Non si riesce a fare altrimenti. Smettere di nascosto è ancora più difficile che smettere dicendolo agli altri, non ci piove!

Dite la verità, riuscireste (sareste riusciti) a fumare di nascosto dal vostro partner? Per quanto mi riguarda, non credo proprio!

giovedì 5 marzo 2009

Come avete smesso di fumare?


Credo proprio che un fumatore debba smettere di fumare da solo, o almeno provarci seriamente senza aiuti esterni. Solo nell'eventualità in cui proprio non riuscisse a farcela da solo (ben sapendo che non è facile, ma nemmeno impossibile) dovrebbe rivolgersi a uno specialista.

Di sicuro non abbiamo bisogno di altre motivazioni rispetto a quelle che già conosciamo. Anzi, ne conosciamo già troppe! Cosa ci manca allora? Qualcuno che ci controlli? Qualcuno che paghiamo per dirci che se non fumiamo possiamo smettere? Mi sembra un'ulteriore presa in giro nei confronti della nostra intelligenza.

Non esistono formule magiche. Soffrirai a seguito della tua decisione di smettere di fumare, così come ho sofferto io. Ma solo per circa tre giorni (72 ore, almeno un terzo le passi dormendo, di solito), cioè il periodo di astinenza fisica dalla nicotina. Non è un granché, vero?

A partire dal quarto giorno si soffre solo per la privazione psicologica: in fin dei conti le sigarette sono state le nostre compagne di vita per anni. Ma soffriremo sempre meno intensamente e per periodi sempre più brevi. All'inizio avevo voglia di una sigaretta praticamente ogni ora e l'impulso mi durava una decina di minuti. Ormai (dopo due mesi) sono sceso a un paio di volte al giorno e la voglia mi rimane per pochi minuti. So che passa, quindi aspetto. Bevo, respiro profondamente, penso ad altro. So anche che mi passerà sia che io fumi, sia che io non lo faccia... Quindi, perché fumare?

Ancora una volta: se decidi di smettere, fallo e basta.

  • Non rimandare. 
  • Non pensare di ridurre progressivamente. Non prenderti in giro da solo. Già ci pensano tanti altri, ogni giorno... 
  • Anche una sigaretta sola al giorno fa male. Ogni sigaretta però potrebbe essere l'ultima (in senso positivo!!!). 
  • Smetti di botto. Butta sigarette e accendino. 
  • Dillo a tutti, a costo di sembrare pedante. 
  • Leggiti tutto quello che trovi sull'argomento: aiuta. 
  • Milioni di persone smettono ogni anno. L'anno scorso ha smesso un italiano su 100 (vedi post sull'indagine Doxa 2008 sul fumo in Italia). E tu no?

Sono ancora qui, felicemente non fumatore ormai da 8 anni, 4 mesi e 17 giorni.

Qualcuno mi ha scritto chiedendomi che fine avessi fatto e la cosa mi è garbata parecchio, lo confesso. Sono ancora qui, felicemente non f...