domenica 29 marzo 2009

Più che ogni ragionamento, valse il portafoglio


Sulla colonna di destra della pagina del blog, ho inserito uno spazio di ricerca fra le news riguardo all'argomento del fumo. Fra le ultime notizie, mi ha colpito quella secondo cui c'è una stretta relazione fra l'incremento del prezzo delle sigarette e il consumo delle stesse. 

Lo sospettavo, a dire il vero. E sembra che questa relazione sia decisamente importante: secondo un dato citato dal sito ufficiale del Parlamento Europeo, una crescita delle accise del 33% in 5 anni ha comportato una diminuzione del consumo del 15% circa in Europa. 
In realtà i prezzi delle sigarette nell'Europa allargata sono molto varii: si va da circa 1 euro per pacchetto in Lettonia a gli oltre 8 della Gran Bretagna. 

Anche la Banca Mondiale sostiene che l'aumento dei prezzi è la misura più efficace di lotta contro il fumo. 

Eh, sì: mantenere il vizio costa. Io stesso risparmio in questo momento (non fumando) circa 120 € al mese, 1440 all'anno. L'equivalente di una vacanza o dell'iscrizione annuale a una palestra o di tre completi di media qualità. Non è poco.

Nel frattempo, sono ricomparsi i contrabbandieri di sigarette nei mercati comunali milanesi. Sono un po' ridicoli (tengono due o tre pacchetti in mano, ti sussurrano l'invito all'acquisto quando passi) e offrono le loro sigarette a 2,5/3 euri. Chi le ha fumate, assicura che si tratta di prodotti pessimi anche per il fumatore più incallito.

Ma non è solo questione di soldi, lo sappiamo bene. Le sigarette fanno male sempre. Quella che non ha prezzo è la salute.


L'immagine è tratta da una pubblicità progresso latino-americana. Lo slogan recita: "Gli avete chiesto se voleva fumare?".

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