giovedì 19 marzo 2009

Smettere per gli altri


Anche oggi, parlando con un amico, vengo a sapere che sua moglie ha smesso di fumare due volte - per mesi interi - in occasione delle gravidanze e dei relativi periodi di allattamento, per poi riprendere.

Un altro amico è un "closet smoker", cioè fuma di nascosto. Smette dal venerdì sera al lunedì mattina, sta senza fumare per due, tre settimane in vacanza. Riprende al lavoro o in auto, quando è solo.

Perché queste persone non riescono a smettere definitivamente? Forse perché la ragione per la quale smettono non li riguarda direttamente: smettono per altre persone: figli, coniuge, etc. Non smettono per loro stessi. Sanno perfettamente che il fumo fa male a loro più che a chiunque altro, ma non riescono a restare senza sigarette. In altre parole, possono non fumare, ma non smettere di farlo. Nemmeno lo vogliono fare. 

Dovrebbero forse pensare che l'amore o la considerazione che hanno dimostrato per i loro cari smettendo per un certo periodo di tempo di fumare sarebbe ancora più efficace se il cambio di comportamento fosse reale. Ancora meglio, dovrebbero pensare che devono a se stessi almeno altrettanta considerazione e rispetto di quanto hanno dimostrato per gli altri. 

Smettere di fumare è il più grande regalo che un fumatore possa farsi.
Smettiamo per noi stessi, innanzitutto. Anche gli altri ci ringrazieranno.

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