venerdì 24 aprile 2009

Fumo passivo




Come ho già descritto in qualche post precedente, sono diventato un vero cane segugio per quanto riguarda il fumo di sigarette. 
Talvolta mi sembra di essere in grado di fiutare se il guidatore dell'auto che mi precede stia fumando... Mi accorgo subito se una persona che mi sta parlando ha appena fumato, se lo stesso hanno fatto i viaggiatori sul treno e così via. Forse sto diventando pedante. Però mi accorgo...

Il vero problema naturalmente non sta tanto nel cattivo odore del fumo di sigaretta, quanto nei suoi effetti venefici (non solo puzza, fa anche male!). 

Credo che una delle colpe peggiori che un genitore possa compiere nei confronti dei figli sia proprio quella di costringerli a inalare il fumo delle proprie sigarette

Non vivo sulla luna. Io stesso ho avuto una madre fumatrice e l'odore del fumo non era per me ripugnante. Quello che contesto è che con le informazioni e i dati scientifici che sono a nostra disposizione al giorno d'oggi si possa ancora commettere questa leggerezza. 

È già difficile fare il genitore oggi per questo mondo che sta divenendo sempre più complicato ogni giorno che passa. Aggiungere altri elementi di rischio che potremmo evitare mi sembra semplicemente criminale. Forse è solo questione di informazione o di cattiva volontà...

Il discorso potrebbe naturalmente diventare più ampio e coinvolgere chi bambino non è ed è costretto a subire il fumo passivo ugualmente. Ma mi fa piacere il pensare che - nella maggior parte dei casi - si può sempre cambiare stanza, fare sentire le proprie ragioni, reclamare con chi di dovere. La mia libertà inizia dove finisce la tua (e viceversa).

Le immagini di questo post sono tratte da una bellissima campagna britannica sull'argomento dei bambini e il fumo passivo. Non ho resistito, quindi ve ne propongo più di una per volta, contrariamente alle abitudini di questo blog. Se non riuscite a vederle bene, cliccatele: si aprirà una nuova scheda dove l'immagine è ingrandita. Lo slogan in inglese recita: "Il fumo passivo in casa causa il ricovero in ospedale di 17.000 bambini britannici all'anno".

mercoledì 8 aprile 2009

Le pubblicità antifumo portano gli adolescenti a fumare di più


Gli studenti delle scuole medie più esposti alle pubblicità antifumo sono i più propensi a fumare secondo uno studio della Georgia University.

Lo studio, che è stato diretto da Hye-Jin Paek, un professore associato alla UGA, ha scoperto che molte campagne antifumo hanno l’effetto opposto sugli adolescenti perchè incoraggiano la normale ribellione dei giovani di quella età. Essi non vogliono infatti sentirsi dire cosa devono o non devono fare.

I ricercatori hanno preso in considerazione i questionari somministrati a 1.700 studenti della scuola media che indagavano sia l’esposizione alle pubblicità antifumo che l’intenzione di fumare. Paek sostiene che I dati mostrano che gli studenti adolescenti sono più facilmente influenzati dalla percezione di cosa i loro coetanei stanno facendo e che le campagne anti-fumo dovrebbe essere più focalizzate sulle relazioni tra pari.

Il messaggio che dovrebbe essere trasmesso non è “non fumare” ma piuttosto “non importa seguire cosa i tuoi coetanei stanno facendo”

Fonte: http://www.ajc.com/, citata da www.psicolab.it

Questa volta lo slogan della pubblicità non ve lo traduco, va bene lo stesso?

sabato 4 aprile 2009

Sostituti della nicotina


Una ricerca dell'Università di Birmingham pare abbia riscontrato che i sostituti della nicotina aiutino effettivamente a smettere di fumare. Se confermato, questo risultato contrasterebbe contro quello che i massimi guru dell'argomento (Carr e Spitzer su tutti) hanno finora sostenuto. 

Alcuni dati che mi hanno colpito: 
1. Ogni anno, la metà dei fumatori britannici cerca di smettere, ma solo il 2-3% ci riesce (mah!)
2. Ogni fumatore, nella propria carriera cerca di smettere dalle 6 alle 11 volte
3. Chi usa questi sostituti ha una probabilità doppia di stare sei mesi senza fumare rispetto a chi non li utilizza (ma la percentuale è ancora molto bassa: solo il 6,75%)
4. La metà di chi riesce a stare sei mesi senza fumare riesce a smettere definitivamente.

Io - ripeto - non ho fatto uso di sostituti e come me hanno fatto milioni di persone nel mondo. Conosco però diversi ex fumatori che li hanno utilizzati. 

Quello che c'è di certo è che ogni tentativo di smettere è differente, anche per la stessa persona. Almeno in questo caso, mi sento di potere sostenere che quello che conta è il risultato finale e non il metodo!

Qui si seguito il link all'articolo:
http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE53208B20090403?pageNumber=2&virtualBrandChannel=0

Riguardo alla pubblicità anti-fumo di oggi, è inglese (ha vinto anche dei premi); la didascalia dice: "I fumatori fanno dei cattivi nuovatori" 

venerdì 3 aprile 2009

E ormai sono tre mesi...


Ho smesso da tre mesi. Il mio amico Massimiliano saprebbe certo come classificarmi (usa una scala basata sulle stelle: ..."simbolico!" per dirla alla Bisio).  Secondo la classificazione di WhyQuit invece sono passato da Green a Bronze. Spero sia un fatto positivo, perché così - a orecchio - non sembrerebbe.

Ho qualche crisi ogni tanto, soprattutto in momenti di stress. Ma non è voglia di sigaretta: è solo voglia di... meno stress! Se penso infatti all'azione di accendermi una sigaretta, oltre alle ben note motivazioni salutiste, ho ormai sviluppato un senso di avversione. Mi ricordo il sapore acre del fumo e mi risento la bocca impastata (scusate le immagini poco poetiche). Non mi attrae più. Il mio olfatto riconosce bene adesso se una persona vicina a me ha appena finito di fumare. Ho dovuto lavorare sodo di deodorante nel mio armadio perché alcuni abiti della scorsa stagione (puliti!) odoravano ancora di fumo... Forse sto diventando un po' pedante.

A proposito di pedanti, credo abbiate sentito la notizia relativa alla famiglia che ha vinto una causa contro il  locale pubblico sottostante alla loro abitazione perché i clienti di questo fumavano troppo sotto le loro finestre (http://news.google.com/news?client=internal-uds&ncl=1290175898&hl=it.) All'inizio pensavo che fosse un po' eccessivo, poi mi sono ricreduto per quello che sento io al secondo piano quando qualcuno fuma nel cortile sotto casa. Mi sono immaginato fino a dieci, venti fumatori per volta per diverse ore al giorno... 
Certo che un risarcimento di € 10.000 non è poca cosa. Potrebbe diventare un lavoro: serve solo un naso elettronico che misura i fumi di tabacco nell'aria e - laddove si trova una situazione particolare - si aizzano i vicini per una class action.

Poveri fumatori, dove potranno praticare il proprio vizio ora? Pare che in Francia sia allo studio una legge che proibisca il fumo in ogni spazio pubblico (quindi sono comprese le strade). A questo punto ai fumatori non resterà che fumare nelle loro abitazioni: naturalmente con le finestre ben chiuse! Lo ha scritto Le Figaro, anche se in data 1 aprile...


Convinto di fare cosa gradita e non inutile (al limite, fatemelo capire), vi traduco la dicitura presente sul pacchetto di sigarette venezuelano della foto: "Questo prodotto è dannoso per la salute e dà dipendenza".

Sono ancora qui, felicemente non fumatore ormai da 8 anni, 4 mesi e 17 giorni.

Qualcuno mi ha scritto chiedendomi che fine avessi fatto e la cosa mi è garbata parecchio, lo confesso. Sono ancora qui, felicemente non f...