martedì 7 luglio 2009

Divieti di fumo nel mondo


Una breve panoramica tratta da un articolo de "Il Secolo XIX" di ieri:

ll primo Paese al mondo a vietare completamente la vendita di tabacco è stato il Bhutan nel 2004, l’Irlanda invece è stata la prima in Europa a vietare il fumo nei luoghi di lavoro, sempre nel 2004; mentre gli Usa, Florida e California incluse, hanno introdotto un simile divieto nel 2003.


2004

IRLANDA E NORVEGIA Divieto in tutti i locali pubblici, compresi bar e ristoranti dal 29 marzo. Esempio immediatamente seguito dalla Norvegia il primo giugno.

ITALIA Ha una delle legislazione più rigide: gli scompartimenti per i fumatori sono stati eliminati dai treni a partire dal primo marzo 2004; e dal primo gennaio del 2004 la legge impone la creazione di spazi appositi nei bar e nei ristoranti.

STATI UNITI Le leggi contro il fumo sono molto rigide ma dipendono dai singoli stati federali. Nei ristoranti della California è vietato fumare ormai da 10 anni e negli ultimi anni il bando è stato esteso anche ai bar. Nello stato più ecologista del mondo non si può fumare neppure su alcune spiagge e per la strada a meno di sei metri dall’ingresso dei palazzi.

2006

SPAGNA Dal primo gennaio il divieto scatta in tutti i luoghi di lavoro, sia pubblici che privati, e nei bar e ristoranti.

BELGIO Vietato vendere sigarette ai minori di 16 anni dal primo dicembre 2005 e dal gennaio 2006 divieto di fumo in tutti i luoghi di lavoro.

SCOZIA Da marzo , niente fumo nei locali pubblici, pub, luoghi di lavoro e anche set televisivi, cinematografici e teatrali.

PORTO RICO E URUGUAY Il divieto riguarda tutti i luoghi pubblici a partire dal marzo.

NEPAL Da giugno vietato fumare nei luoghi pubblici, e pubblicità antifumo nei media del paese.

2007

FINLANDIA Niente fumo nei ristoranti e nei bar dal giugno 2007, istituite aree per fumatori dove però è vietato mangiare e bere.

ARGENTINA Primo divieto di fumare nei bar e caffé della capitale Buenos Aires

HONG KONG Il bando riguarda tutti i luoghi di lavoro, i ristoranti, parchi e spiagge. Esenzioni fino al 2009 previste per bar, saune, nightclubs e sale ricevimento.

INGHILTERRA Scatta dal primo luglio il divieto di fumare nei posti di lavoro, in tutti i locali pubblici e anche nei circoli privati.

GERMANIA Accordo fra i laender per vietare il fumonegli esercizi gastronomici più grandi, ma non nelle piccole birrerie di quartiere. In Germania ci saranno birrerie “no smoking” e birrerie con una “R” sulla porta che sta per “Raucher’’, fumatori.

FRANCIA Niente fumo dal primo gennaio nelle amministrazioni, negli istituti scolastici e sanitari, mentre per bar e ristoranti il divieto è scattato dal primo gennaio 2008.

PORTOGALLO Non si fuma in quasi tutti i locali pubblici con ammende molto salate per chi trasgredisce.


La foto è tratta da una campagna norvegese del 2004. Lo slogan significa "Pronto a smettere?"

Nicotina Anonimi


Premetto innanzitutto che ogni metodo è (potenzialmente) valido per smettere di fumare e che ciascun fumatore deve trovare la propria strada per farlo. Molto probabilmente la sua esperienza non sarà troppo diversa da milioni di altre, ma deve essere la sua. Credo di avere una mentalità abbastanza aperta al riguardo. Tuttavia il sito www.nicotina-anonimi.com mi ha lasciato perplesso. È una impostazione derivata direttamente dagli Alcolisti Anonimi, e sin qui niente di male. Non capisco tuttavia almeno due cose, mutuate dall'altra attività, ma che a mio giudizio stridono: 1. nella premessa si fa riferimento alla "sobrietà" e - per quanto mi sforzi - non riesco a capire il concetto (il fumo è un grave torto che si fa soprattutto verso se stessi, contrariamente ad altri tipi di dipendenze); 2. si fa espresso riferimento al mantenimento dell'anonimato dei partecipanti (e questo va contro ogni esperienza e riferimento incontrato nella mia ricerca sui metodi efficaci per smettere di fumare).

Lascio poi alla sensibilità di ciascuno l'esame e il commento della "letteratura" (viene chiamato così il materiale di supporto), nella quale si sostiene un approccio messianico: in estrema sintesi, siamo esseri piccoli, che non riescono da soli a smettere. Solo Dio (insieme agli amici di NicA) può aiutarci a farlo.

Personalmente questa impostazione non mi offende. Il mio senso religioso tuttavia un po' si altera nel sentire tirare in ballo l'Onnipotente per risolvere un problema simile. Non lo ritengo appropriato. Ma è la mia sensibilità: mi sembra di dare troppa importanza al fumo, di farlo divenire un problema più grande di quello che è in realtà. Mi sembra insomma irrispettoso trasformare un problema umano, affrontabile antropologicamente, in una impresa impossibile, per la quale abbiamo bisogno di un intervento divino. Tutti noi sappiamo di quanto siano necessari i miracoli nella vita di tutti i giorni, ma invocarli in questo caso (e in maniera così strutturata) mi appare come una loro banalizzazione.

In ogni caso non ho difficoltà nel concordare sul fatto che un gruppo di aiuto e mutuo aiuto possa servire alla causa. Anzi, mi sembra proprio la strada migliore da seguire, perché l'aiuto di altri nella nostra stessa situazione o che hanno già sperimentato la stessa esperienza, non può che giovare al risultato finale.

Credo che qualunque metodo per smettere di fumare sia valido, se funziona e a patto che non crei problemi maggiori del vizio che ha contribuito ad eliminare.

Con il massimo rispetto nei confronti dei risultati che NicA ha raggiunto e sta raggiungendo.


Sono ancora qui, felicemente non fumatore ormai da 8 anni, 4 mesi e 17 giorni.

Qualcuno mi ha scritto chiedendomi che fine avessi fatto e la cosa mi è garbata parecchio, lo confesso. Sono ancora qui, felicemente non f...