mercoledì 30 settembre 2009

Grazie





Cari amici, sono lieto di comunicarvi che dal mese di marzo, questo blog ha già registrato più di 1.000 visitatori unici.

Grazie per la vostra attenzione.
Farò del mio meglio per continuare a meritarla.

Mai più nemmeno un tiro!

venerdì 18 settembre 2009

Stare vicino a un ex fumatore


Mi scrive Francesca: il suo ragazzo ha smesso di fumare da otto mesi e lei a volte non sa come comportarsi. Chiede se ci sono delle letture che le consiglierei sull'argomento. Purtroppo non ne conosco: mi viene in mente solo di leggere i libri che vanno per la maggiore sull'argomento (Carr e Spitzer in primis) e di cercare di immedesimarsi nel fumatore che smette. Ma non ne sono troppo convinto...

Per mia esperienza personale, posso testimoniare che, nelle quattro relazioni durature che ho vissuto, solo in una di queste la mia compagna era una fumatrice come me. Le non fumatrici di chiedevano di smettere, salvo poi allarmarsi quando gli effetti della sindrome di astinenza si manifestavano. Ma il colpevole ero io, che non riuscivo a smettere più di qualche giorno.

Allo stato attuale, sarà perché sono maturato, non mi pare che avere smesso di fumare abbia avuto un grande impatto sulla mia vita familiare. Certo, il fatto di avere una compagna non fumatrice aiuta. Nervoso (a volte) lo sono sempre stato e non mi pare di avere sviluppato altri comportamenti strani.

Mi piacerebbe condividere però questa visione complementare della nostra battaglia: le compagne (o i compagni) di chi sta smettendo di fumare sono quindi invitati a dare un loro contributo. Come si sta dall'altra parte della sigaretta? E quando la sigaretta viene meno quale sentimento prevale? A quali comportamenti costringete il vostro partner vizioso? Li fate fumare ovunque? Quali sono le regole di coabitazione pacifica che avete adottato? Come giudicate il fatto che una persona che amate fumi? Sminuisce la vostra considerazione nei suoi confronti?



lunedì 7 settembre 2009

L'egoismo di chi smette di fumare


Diciamo sempre che per smettere di fumare occorra una grande motivazione, ma occorre anche che poggi le proprie basi in noi stessi. Insomma per smettere per sempre di fumare bisogna anche essere un po' egoisti: non fingiamo nemmeno di farlo per qualcun altro. Lo facciamo per noi stessi. E basta!

Se smettiamo di fumare per una causa esterna a noi (un'altra persona, lo sport, un club) lo facciamo semplicemente perché in quel momento la causa esterna è per noi più importante del vizio. Nel caso in cui quella motivazione venisse meno, nulla ci impedirebbe - logicamente - di riprendere.

Vi sono donne che smettono di fumare in gravidanza o durante l'allattamento per poi riaccendersi la sigaretta subito dopo (e magari lo fanno per due/tre figli). Vi sono atleti che smettono di fumare per migliorare le proprie prestazioni, ma che al termine della propria attività agonistica riprendono le abitudini di prima. Non avevano smesso di fumare per se stessi, ma per qualcuno/qualcosa di esterno a loro...

Il nostro vizio è subdolo: ci conosce bene e sa come parlarci. Se le nostre motivazioni non sono più che salde (e sempre presenti), sa come aggirarle.
Quando decidiamo di smettere, dobbiamo anche volere che sia per sempre e la scelta delle motivazioni incide grandemente su questo nostro proposito.

Chiedo scusa per l'immagine "forte" di oggi. Questi casi purtroppo esistono veramente. Neanche toccare il fondo a volte basta per farci capire quanto degradante sia (stato) il nostro vizio.
Voi non siete (stati) così, dite? Ne volete una prova? Avete mai setacciato il (vostro, spero) portacenere alla ricerca di mozziconi ancora fumabili per un paio di tiri? Cos'altro abbiamo fatto in una notte insonne senza "rifornimento"?

mercoledì 2 settembre 2009

Senza parole

FUMO: STUDIO, NEL 2010 6 MLN DI MORTI E 500 MLD DI COSTI


(AGI/REUTERS) - Washington., 25 ago.

Il fumo uccidera' nel 2010 6 milioni di persone in tutto il mondo. Le vittime perderanno la vita per problemi cardiaci, enfisema e tumori tutti legati alle sigarette. E' quanto emerge dal nuovo rapporto "Tobacco Atlas" della "World Lung Foundation" e dalla "American Cancer Society" secondo le quali il costo complessivo del fumo per spese mediche dirette, mancanza di produttivita' e danni ambientali raggiungera' i 500 miliardi di dollari, pari al 3,6% del Pil mondiale.

"Il tabacco e' responsabile di un morto ogni 10 nel mondo e solo quest'anno causera' 5,5 di vittime", si legge nel rapporto secondo cui se restera' l'attuale trend nel 2020 i morti raggiungeranno i 7 milioni e toccheranno quota 8 milioni nel 2030.

Negli ultimi quarant'anni il tasso dei fumatori e' declinato nei Paesi ricchi come Usa, Gran Bretagna e Giappone mentre e' cresciuto nei Paesi in via di sviluppo

Tra gli altri dati del rapporto e' emerso che:

- 1 miliardo di uomini fuma (35 per cento nei Paesi ricchi e 50 per cento nei Pvs)

- circa 250 milioni di donne fumano (22 per cento tra i ricchi e il 9% tra i Pvs)

- il rischio di morire di cancro al polmone e' di oltre 23 volte piu' alto per i fumatori e di oltre 13 volte per le fumatrici, rispetto a quanti non hanno dimestichezza con le sigarette

- I fumatori muoiono in media 15 anni prima dei non fumatori

- In Cina fuma il 60% degli uomini, che da soli consumano il 37% del tabacco mondiale

- quasi un quarto dei giovani provano la prima sigaretta prima dei dieci anni

- 100 milioni di persone sono state uccise dal tabacco nel XX secolo. Nel XXI secolo se non si fara' nulla i morti legati al fumo raggiungeranno quota 1 miliardo

- La Cina e' di gran lunga il Paese dove si fuma di piu', seguita da Usa, Russia e Giappone.

(dal sito di "Repubblica")


Volevamo qualche informazione in più per convincerci della necessità di smettere di fumare adesso (cfr. post precedente)? Mi sembra che queste potrebbero servire allo scopo...

Dedicato a chi ha in tasca un rimedio miracoloso per smettere di fumare...


L'idea di questo post mi è venuta dopo che ho dovuto combattere con un buontempone che metteva nei commenti del blog il link a un suo sito, che conteneva il solito rimedio miracoloso (a pagamento sia chiaro) per smettere di fumare. L'ho pregato di smetterla: non era proprio il caso.

Non vorrei apparire come un "duro e puro": quando ho aperto questo blog avevo pensato di attivare il servizio di inserzioni pubblicitarie di Google. Ma quando ho cominciato a vedere le pubblicità proposte in automatico ho compreso che non era una buona idea. Venivano infatti pubblicati messaggi pubblicitari con contenuto affine a quello del blog, vale a dire soprattutto rimedi per smettere di fumare. Come potevo, in tutta coscienza, scrivere una cosa e pubblicare al suo fianco una pubblicità che la contraddiceva, almeno in parte?

Io ho smesso da solo: ho letto un libro (quello di Joel Spitzer, che mi sono impegnato a tradurre in italiano, anche se in quest'ultimo periodo sono rimasto un po' indietro con il lavoro), mi sono guardato allo specchio, soprattutto ho avuto una grande motivazione per smettere (stavo per diventare padre). Con questi tre ingredienti: informazione, decisione e motivazione sfido chiunque a non smettere. Pardon, escludiamo i casi patologici (molto rari).

C'è chi propone i rimedi più vari (alcuni anche ridicoli, a mio giudizio) e sono sicuro che qualcuno potrebbe anche trarne giovamento: semplicemente non voglio che si pensi che io avvalli una metodica piuttosto che un'altra. Al contrario sono uno strenuo sostenitore del fatto che non esiste un metodo universalmente valido per smettere di fumare. Esisterà senz'altro il metodo che farà smettere anche te che leggi, ma nessuno può capire di quale metodo si tratti meglio di te stesso.

Dalla mia esperienza personale (che è vera, dimostrabile, ma che è servita solo a me, come scrivevo sopra) posso raccontare che si smette in presenza di questi fattori:
a) informazione: so benissimo che fumare mi fa male, cerco tutte le informazioni che posso al riguardo
b) motivazione: devo smettere per un motivo particolare (ad es. lieto evento, malattia, sport): so di persone che hanno smesso perché le loro sigarette facevano ammalare i loro cani o gatti, ma i motivi potrebbero essere assai più personali (vedi foto)
c) decisione: io voglio smettere di fumare
d) azione: smetto ora e non voglio più fumare in avvenire.

Molto probabilmente la mia ricetta è sin troppo semplice. Ciascuno di noi però può complicarsela a piacere. L'importante è il risultato finale: buttare la sigaretta e non riprendere a fumare. Non è semplicissimo, ma è assai più facile di quanto si possa pensare.

Garantito.


Forse può essere utile rileggersi i consigli di Joel Spitzer sotto forma di bigino: sono in un mio post di qualche tempo fa.
Chiedo scusa alle lettrici per l'immagine proposta, tratta da una campagna della Indian Cancer Society, che riecheggia una campagna e una canzone molto famose all'inizio degli anni '90... ("Con una sigaretta in mano, mi sentivo un uomo")

martedì 1 settembre 2009

La consapevolezza ovvero non sarò mai più in ogni caso lo stesso fumatore di prima


L'altro giorno mi sono crogiolato un po', pensando a come sarebbe stato riprendere a fumare (ho smesso da otto mesi!).

Mi sono reso conto che non sarebbe stata più la stessa cosa. Ora possiedo un qualcosa che prima non avevo: la consapevolezza. Sono insomma consapevole che: a) si può stare senza fumare; b) la vita non è meno bella senza sigarette; c) fumare fa male, pertanto se riprendessi mi sentirei con ogni probabilità uno stupido; d) il fumo dà molto fastidio a chi ti sta intorno, pertanto mi sentirei un maleducato ogni volta che ne accendo una.

Come in tante altre faccende della vita, insomma, la consapevolezza ti rende più ricco e saggio, ma ti toglie anche qualcosa... La verità è che, quando fumavo, non sapevo quello che stavo facendo. Ora sì e non potrei più farlo senza sentirmi terribilmente stupido, colpo mortale per il mio ego...


Sono ancora qui, felicemente non fumatore ormai da 8 anni, 4 mesi e 17 giorni.

Qualcuno mi ha scritto chiedendomi che fine avessi fatto e la cosa mi è garbata parecchio, lo confesso. Sono ancora qui, felicemente non f...