venerdì 9 ottobre 2009

Come posso aiutare amici e parenti a smettere di fumare?


di Joel Spitzer


Si tratta di una domanda che spesso mi viene rivolta da chi ha frequentato con successo una delle nostre clinic e vuole aiutare le persone a lui più vicine a uscire dalla loro dipendenza dalle sigarette. Sfortunatamente non esiste una soluzione semplice. I fumatori continuano a fumare fino a che non sono pronti a smettere. Tormentarli, minacciarli, insultarli, distruggere o nascondere le loro sigarette: tutto questo servirà solo a renderli pieni di risentimento e – in genere – ad aumentare i loro consumi per dispetto. Non è così che si possono aiutare.

Un metodo che suggerisco è la comprensione. I fumatori non fumano perché sono stupidi o perché sono gretti e meschini e vogliono fare del male a familiari e amici. Fumano perché sono degli esseri umani e – in quanto tali – fanno degli errori. L’errore del quale tutti loro sono colpevoli è la familiarità con una droga pericolosa e che dà una grande dipendenza: la nicotina. Molti di loro hanno iniziato a fumare molto prima che se ne conoscessero i pericoli. Quando ne sono venuti a conoscenza, possono anche avere tentato di smettere, ma per qualcuno di loro non si è trattato di una cosa facile. Erano agganciati a una droga e avevano bisogno di un grande impegno e un sistema di sostegno per superare le difficoltà iniziali collegate allo smettere di fumare.
Il migliore sostegno che possa essere fornito dalle persone più vicine consiste nell’offrire amore, pazienza e comprensione e nel cercare di rendere la vita del fumatore la più semplice possibile durante i primi giorni. Il fumatore che abbandona le sigarette può avere delle gravi esplosioni emotive, nonché essere irritabile, depresso e persino irrazionale. Si tratta degli effetti della astinenza da nicotina. Molti familiari e amici lo incoraggeranno a riprendere di fumare piuttosto che agire in questa maniera. Ma se stessero disintossicandosi dall’alcol, quelle stesse persone non offrirebbero loro dei drinks. Se stessero reagendo alla chemioterapia, nessuno chiederebbe di sospenderla e di sacrificare le loro vite pur di assicurare qualche momento di quiete alla famiglia.
Sfortunatamente, molti amici e familiari non prendono troppo sul serio il fatto di smettere di fumare. Non stiamo parlando di qualcosa che può dare fastidio come mangiarsi le unghie, ma di una tossicodipendenza potente e mortale. Chi smette di fumare combatte un reale bisogno psicologico e una dipendenza psicologica fortemente radicata. Offrite più incoraggiamenti che potete. Siate tolleranti per le loro temporanee tempeste emozionali. Presto torneranno normali e avrete la soddisfazione personale di averli aiutati in una delle più grandi sfide della loro vita: rinunciare alle sigarette.
Mentre i non fumatori possono offrire amore, pazienza e comprensione, voi – come ex fumatori – avete la capacità unica di essere una fonte di grande supporto e affidabilità per i tentativi di chi vuole smettere di fumare. Voi sapete come era fumare. Voi sapete come è meglio affrontare la vita come ex fumatore. Condividete questa vostra esperienza. Siate onesti: se qualche volta pensate ancora alle sigarette, ditelo. Ma chiarite di che pensieri si tratta. Se siete un tipico ex fumatore, i pensieri vengono assai di rado, durano pochi secondi e sono un desiderio che passa più che una vera e propria sofferenza come quella che si sperimenta durante i primi giorni che si è smesso.
Le persone che smettono di fumare devono conoscere questo naturale processo di evoluzione a ex fumatore. Quando affrontano delle voglie durante le prime due settimane, non sono più dovute a un’astinenza fisica, quanto a una voglia psicologica. Stanno vivendo una nuova situazione, restando per la prima volta senza sigarette. Ma la voglia infine passerà e loro avranno imparato come affrontare simili esperienze in futuro come ex fumatore, senza grandi problemi. Condividete con loro le informazioni che avete appreso qui. Date loro lo stesso supporto che altri ex fumatori hanno dato a voi. Più importante: una volta che hanno smesso, offrite loro periodicamente del sostegno, per far loro capire che vi stanno a cuore e per rinforzare loro un concetto a garanzia del fatto che continueranno a stare senza fumare: MAI PIÙ NEMMENO UN TIRO!

Un bell'articolo di Joel Spitzer (nella foto) tratto dal suo libro (gratuito): "Never Take Another Puff!", che potete scaricare in formato .pdf dal sito "Why Quit". La traduzione in italiano è in corso di realizzazione e la trovate pubblicata sul sito del newsgroup "Smettere di fumare": il link è nell'elenco qui a fianco.

4 commenti:

  1. Ciao Andrea, mi chiamo Antonello e ho notato che abbiamo avuto la stessa idea circa l'argomento del nostro blog. Ti invito a dare un'occhiata al mio http://exfumatore.blgspot.com/ per farti venire qualche idea anche se, devo ammettere, il tuo blog è molto ben fatto e non ha bisogno di nulla. A presto

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  2. Comunque non possiamo fare niente e possiamo fare tutto. Qualsasi parola, se detta in modo sbagliato potrebbe addirittura incentivare a fumare; se detta al momento giusto può, invece, entrare nella mente o addirittura essere la goccia che fa traboccare il vaso...la molla che, scattando, fa dcidere di smettere.

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  3. secondo il mio modesto parere è impossibile convincere qualcuno a smettere di fumare, se vuoi smettere devi realizzare da solo quanto sia sbagliato fumare, non c'è persona che ti possa aiutare diverso da te stesso Devo Smettere di Fumare

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  4. Io vorrei aiutare mio marito a smettere ma non so come...ho letto tutto è adesso so benissimo cosa fare.
    Grazie mille

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Sono ancora qui, felicemente non fumatore ormai da 8 anni, 4 mesi e 17 giorni.

Qualcuno mi ha scritto chiedendomi che fine avessi fatto e la cosa mi è garbata parecchio, lo confesso. Sono ancora qui, felicemente non f...