sabato 16 gennaio 2010

Capire la perdita emotiva che si affronta quando si smette di fumare

Un altro bell'articolo di Joel Spitzer tratto dal suo bestseller "Why Quit?", disponibile gratuitamente per il download nel suo sito (link nell'elenco qui a fianco)



Nel suo libro “La morte e il morire” del 1969, Elizabeth Kubler-Ross identificava le cinque distinte fasi[1] che attraversa una persona morente. Si tratta di: “negazione”, “rabbia”, “negoziazione”, “depressione” e infine “accettazione”. Sono esattamente le stesse fasi attraversate da coloro che soffrono per la perdita di una persona cara.

            La negazione (rifiuto) può essere vista come uno stato di incredulità: “Questo non sta succedendo veramente a me” oppure “Il medico non sa di cosa sta parlando”. Gli stessi sentimenti sono spesso provati dai familiari e dagli amici.


           Una volta che cessa la negazione e si sviluppa la consapevolezza della morte imminente, si sviluppa la rabbia. “Perché a me?” oppure “Perché a loro?”, nel caso di persone care. La rabbia può essere provata nei confronti di medici, Dio, famiglia e amici. Purtroppo, non cambia il destino di una persona. Stanno ancora morendo, quindi arriva la fase della negoziazione.


            Nella negoziazione, la persona può diventare religiosa e cercare di pentirsi per tutti i peccati che potrebbero avere causato la sua fine precoce. “Se mi fai vivere, sarò una persona migliore. Aiuterò l’umanità. Ti prego fammi vivere e te ne renderò merito”. Anche questa fase termina.


            Ora il paziente, comprendendo che non v’è forma di aiuto possibile per impedire che il suo destino si compia, entra in depressione. Comincia ad isolarsi, trascura le proprie responsabilità e inizia un periodo di autocommiserazione. Si preoccupa per il fatto che la propria vita stia finendo. I sintomi della depressione appaiono evidenti a chiunque abbia contatto con il paziente in questa fase. Quando alla fine supera la depressione, entra nell’ultima fase: l’accettazione.


            Il paziente raggiunge quello che potrebbe essere visto come un periodo emotivamente neutro. Sembra privo di sentimenti. Anziché vedere la morte come un’esperienza terrificante od orribile, accetta a questo punto pacificamente il proprio destino.
           
Come abbiamo già sottolineato, queste fasi non si osservano soltanto nella persona che sta morendo, ma anche nei familiari che stanno subendo o hanno subito la perdita di una persona cara. Tuttavia, osservando attentamente, possiamo  riscontrare le stesse fasi in tutte le persone che perdono qualcosa, non necessariamente una persona alla quale si vuole bene. Può trattarsi della perdita di un animale, di un lavoro, persino di un oggetto. Sì, anche quando una persona perde le chiavi può attraversare le cinque fasi che abbiamo appena illustrato.


            Innanzitutto, nega di avere perso le chiavi: “So che sono qui intorno da qualche parte”. Guarda pazientemente nelle proprie tasche e nei vestiti, sapendo di poterle trovare in ogni momento. Ma presto comincia a capire di avere guardato in ogni posto logico.
            Dopo si comincia a vedere la rabbia. Sbatte i cassetti, lancia i cuscini del divano, impreca contro quelle maledette chiavi che sono scomparse.
            Si passa poi alla fase della negoziazione. “Se ritrovo quelle chiavi, non le terrò mai più fuori posto. Le conserverò in un posto sicuro.” . È come se stesse chiedendo alle chiavi di venire fuori, rassicurandole del fatto che non le tratterà mai più male. Presto capisce che le chiavi sono sparite.
            Si deprime. Come potrà sopravvivere senza le sue chiavi? Infine accetta il fatto che le chiavi non ci sono più. Va fuori e va a farne una nuova copia. La vita va avanti. Una settimana dopo le chiavi smarrite si ritrovano .

            Cosa c’entra tutto questo con il fatto che le persone non vogliono smettere di fumare? Anche le persone che cercano di smettere di fumare affrontano queste cinque fasi e devono superare ognuna di esse prima di passare alla successiva. Qualcuno può incontrare delle difficoltà con una in particolare e ricadere nella dipendenza dal fumo. Cerchiamo di analizzare queste fasi specifiche, così come vengono affrontate da un fumatore che sta smettendo.
            La prima domanda[2] che abbiamo fatto al gruppo durante la clinic è stata: “Quanti di voi credono al fatto che non fumeranno mai più?”. Vi ricordate l’effetto raggelante di quella domanda? È stato già positivo che una o due mani si siano alzate. Questo perché la maggior parte del gruppo era in uno stato di negazione – loro non smetteranno di fumare. Altre comuni manifestazioni di rifiuto sono: “Io non voglio smettere di fumare”,  “ Sono in perfetta salute, perché dovrei smettere?” o “Io sono differente. Posso controllarmi e fumarne solo una o due al giorno”. Queste persone, con il loro rifiuto, frappongono degli ostacoli al tentativo stesso di smettere e hanno pertanto probabilità molto basse di successo.
            Chi supera la fase di negazione passa alla rabbia. Sentiamo così tante storie di quanto sia difficile stare con chi sta smettendo di fumare. I tuoi amici ti evitano, i tuoi capi ti mandano a casa, talvolta per sempre, e in genere neanche tu ti diverti. Ma molti fumatori superano bene anche questa fase.
            La fase della negoziazione è probabilmente la più pericolosa: “Dai, mi fumo questa e nessuno lo verrà mai a sapere.” “Oggi è proprio dura, ne fumo solo una, tanto per aiutarmi con questo problema. Poi basta.” “Magari fumo solo per oggi. Domani smetto ancora.” Potrebbero passare mesi prima che queste persone soltanto provino di nuovo a smettere. 
            Una volta che si supera la fase della negoziazione, generalmente segue la depressione. Per la prima volta si inizia a pensare che avete veramente smesso di fumare, ma invece di essere al settimo cielo, vi sentite come se aveste abbandonato il vostro migliore amico.  Ricordate i bei tempi con le sigarette e trascurate invece di ricordare insieme anche gli effetti terribili di questa dipendenza sporca e pericolosa. Più che in ogni altro momento “prendere un giorno per volta” rappresenta la salvezza, perché domani potrebbe portare con sé la fase dell’accettazione.
            Una volta che raggiungete lo stadio dell’accettazione, avete una reale prospettiva di quello che il fumo vi stava facendo e di quello che può fare per voi il non fumare. Entro due settimane la dipendenza è spezzata, tutti gli stadi sono, si spera, superati e la vita, in definitiva, va avanti. La vita diventa molto più facile, felice e gestibile come ex fumatore. La vostra autostima aumenta di molto. Il vostro stato fisico è molto migliore di quello che sarebbe se aveste continuato a fumare. È un meraviglioso stato di libertà. Chiunque può rompere la dipendenza e superare tutte le fasi. Una volta che l’avrete fatto, per conservare questa libertà dovrete solo ricordare di non fare MAI PIÙ NEMMENO UN TIRO!



[2] Come già detto, gli articoli di questo libro sono derivati dagli interventi di Joel Spitzer durante le sessioni delle proprie clinic anti-fumo. In questo caso, Joel ricorda ai partecipanti al corso una domanda formulata nella prima riunione del gruppo di lavoro (N.diT.)

16 commenti:

  1. Ciao Andrea..interessante davvero questo post...per quanto mi riguarda a volte mi sembra di essere nella fase della negoziazione perchè sono nervosa, intollerante....ecc.. altre volte, invece, mi sembra di essere nella fase della depressione mi sento triste, depressa...ecc.. a questo punto mi chiedo soltanto quando arrivera' la fase dell'accettazione? Quando riusciro' a non pensare alla sigaretta come qualcosa che mi manca e a non desiderla piu'? Credimi a volte mi prende veramente lo sconforto e penso di non farcela!!
    Sono 37 giorni che non tocco una sigaretta ma è ancora dura!
    Asia

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  2. Ciao Asia,
    cerca di prendere un giorno per volta... I risultati stanno già arrivando! 37 giorni, perbacco. E non sai nemmeno come stai facendo? Ma allora sei bravissima! ;-)
    Le fasi bisogna passarle una per una, non ci sono molte scorciatoie ma... sono sicuro che ce la farai. Forza!

    Mai più nemmeno un tiro!

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  3. umberto sono circa 30 giorni che non fumo più, o meglio che non respiro più le mie sigarette. Ho tutti i sintomi di chi ha smesso gli odori,i capelli , gli occhi le sensazioni ecc.. Non posso fare ameno di chiedermi se arriverà il giorno dove non accenderò più la sigaretta così in modo stupido e meccanico.
    Tutto è nato per caso, anche se è un pò che pensavo di provare a smettere. Credo di essere ad un bivio. Una strada sembra essere quella giusta, l'altra sembra essere quella dove trovi qualcuno che da un momento all'altro ti dice che i tuoi sforzi sono vani.

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  4. Scusa Umberto, ma non credo di avere capito.
    Ti accendi le sigarette, ma non inali il fumo? E perché, scusa?

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  5. sono Umberto. Bella domanda, in realtà è proprio così, come se qualcosa non mi voglia far abbandonare il fumo. Fumatore da 30 anni,il meccanismo di andare ad accendere è talmente forte e radicato che...ti ritrovi con la sigaretta accesa.La voglia di smettere di fumare sta crescendo in me ogni giorno sempre di più,non respirandole ho capito già moltissime cose (faccio anche sport).Fin ad ora 30 gg,non mi è costato alcun sacrificio ma ho capito che non sto soffrendo xchè so che la accenderò anche senza aspirerla. Grottesco!!! PS in 30 giorni mi è andata giù mezza tirata,per sbaglio.

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  6. So per esperienza che non esistono metodi universalmente validi per smettere di fumare, ma permettimi una certa perplessità per il tuo.

    Stai ancora inalando nicotina, magari meno di prima, ma tuttora. È questo che devi interrompere, senza se e senza ma.
    Smettere di fumare è facile: basta buttare le sigarette e non accenderne più nemmeno una, nemmeno per un tiro, mai più.

    Sarai sempre un ex fumatore, ma ti assicuro che dopo le prime 72 ore di astinenza fisica (sopportabilissima e contrastabile con dei semplici trucchetti, che troverai su questo blog o altrove in Rete), sarà solo una questione di testa.

    "I fumatori fumano finché non sono pronti a smettere", dice Joel Spitzer, uno dei guru nel settore. "E prima ti prepari a smettere, meglio è" aggiungo io, assai più prosaicamente... :-)

    Dai, manca veramente poco a fare la scelta giusta e definitiva! Falla e poi tienici al corrente dei tuoi progressi, se ti va.

    MAI PIÙ NEMMENO UN TIRO!

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  7. umberto accetterò il tuo consiglio anche se mi hai ridimensionato un pò. Nel senso che ero molto contento di aver intrapreso una "nuova strada"conscio del fatto che devo ancora buttarle del tutto via, ma sul fatto che non ne ho respirate più da 30 gg è proprio vero.è evidente che non sono ancora pronto!una ultima domanda, che vuol dire :Sarai sempre un ex fumatore. ciao e grazie del tuo tempo.Umberto

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  8. Noi tutti che abbiamo smesso di fumare saremo sempre degli ex-fumatori, nel senso che siamo usciti da una tossicodipendenza e siamo più propensi a ricadervi rispetto a coloro che non sono mai stati schiavi della stessa sostanza.
    Anche su questo argomento troverai parecchio materiale qui e in Rete.

    Lo slogan che uso MAI PIÙ NEMMENO UN TIRO! significa proprio questo: per stare senza sigarette noi dobbiamo proprio evitarle, non "fare solo un tiro", "accenderle senza aspirarle" o quant'altro. Bisogna proprio che fuggiamo da loro: sono più forti di noi, lo sappiamo bene e non dobbiamo correre l'errore di sfidarle nuovamente, soprattutto dopo essere riusciti ad abbandonarle. Perderemmo sicuramente.

    Ciao e...

    MAI PIÙ NEMMENO UN TIRO!

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  9. sono alla terza settimana senza fumo, fino a ieri non è stato difficile ma da ieri sera ho iniziato a piangere piangere piangere...passera'? ciao...

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  10. sono alla terza settimana senza fumo, fino a ieri non è stato difficile ma da ieri sera ho iniziato a piangere piangere piangere...passera'? ciao...

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  11. Ciao Elisa,
    innanzitutto, sei proprio sicura che sia la mancanza delle sigarette la causa del tuo pianto?
    Se è così, ti propongo l'ipotesi che possa trattarsi di una reazione nervosa dovuta allo sforzo volitivo, molto intenso nel primo periodo. Oppure una reazione emotiva tipo quella che succede dopo un pericolo scampato o la caduta dell'adrenalina dopo un esame all'università.
    Stai facendo comunque la cosa giusta, complimenti! Continua a leggere tutto quello che trovi in Rete: per me è stato di grande aiuto, rafforzando la mia decisione.

    Ricorda: MAI PIU' NEMMENO UN TIRO!

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  12. Sono 40 giorni che ho smesso di fumare, certo che ancora avrei voglia di ricominciare ma questo desiderio non è poi così intenso, il mio vero problema è un altro, sono sprofondato in un senso di depressione e di disperazione mentale che mi sembra che niente abbia senso e speranza e sto male veramente male spiritualmente! E' bruttissimo, potete darmi qualche consiglio?

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  13. Tutto è iniziato da quando ho smesso, in ogni caso il fumo penso che mi fornisse quell'equilibrio psicologico che ora è venuto a mancare!

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  14. Come tutte le astinenze,procura un senso di prostazione....passa tutto tranquilli

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Sono ancora qui, felicemente non fumatore ormai da 8 anni, 4 mesi e 17 giorni.

Qualcuno mi ha scritto chiedendomi che fine avessi fatto e la cosa mi è garbata parecchio, lo confesso. Sono ancora qui, felicemente non f...