venerdì 28 dicembre 2012

Quelle benedette sigarette elettroniche

Non ne vado particolarmente fiero, eppure in tempi non sospetti avevo messo in guardia contro queste assai commerciali prese in giro di noi poveri fumatori (ed ex).

Non capivo perché per smettere di fumare dovesse servire mettersi una lampadina in bocca e quale fosse la ragione ultima di continuare ad assumere nicotina attraverso un nuovo mezzo, pur rinunciando al tabacco...

Ebbene, è arrivato finalmente il parere del nostro ISS riguardo all'argomento, nonché alcune altre notizie gustose (dal mio punto di vista di malfidente, beninteso). Ve le ripropongo (fonte: Corriere.it) per una riflessione.





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Sigarette elettroniche bocciate  dall'Istituto superiore di sanità

La relazione: quelle con nicotina pericolose per i giovani  I medici: «Riattivano l'abitudine al fumo, sono farmaci»

ROMA - Due milioni di clienti fra quelli già conquistati e quelli che in un sondaggio Doxa hanno dichiarato di volerle provare. È il mercato italiano delle sigarette elettroniche, i dispositivi che simulano i tradizionali prodotti per il fumo. Con la promessa di aiutare a smettere senza danni per la salute. Si annunciano tempi difficili in tutto il mondo per i piccoli strumenti tecnologici con diverse concentrazioni di nicotina oppure a base di glicerina, aromi e acqua. Anche l'Italia è sul piede di guerra. L'avvio dell'offensiva è costituito dal severo parere dell'Istituto superiore di sanità consegnato in questi giorni al ministro della Salute, Renato Balduzzi. 

Venti pagine, con conclusioni sostanzialmente negative sulle «cartucce» alle quali si riconosce l'unico vantaggio di ridurre i danni del fumo passivo perché emettono vapore e non funzionano con la combustione. «Le sigarette elettroniche con nicotina - si legge - sollevano preoccupazioni per la salute pubblica. Potrebbero rappresentare un rischio di iniziazione al fumo convenzionale a base di tabacco e di potenziale dipendenza. Rischio notevole soprattutto per i giovani considerando la facilità di reperimento su Internet». 

Il parere non lascia spazio a dubbi. Le sigarette «potrebbero riattivare l'abitudine al fumo» in chi ha già smesso. Si suggerisce infine che non esistendo «evidenza scientifica sufficiente a stabilire la sicurezza e l'efficacia come metodo per la dissuefazione, andrebbero regolamentate come dispositivi medici o prodotti farmaceutici e non come prodotti del tabacco». 

In pratica, medicine a tutti gli effetti. Esattamente la stessa linea seguita in altri Paesi. Austria, Belgio, Germania, Portogallo e Svezia hanno già cominciato. Australia, Canada, Norvegia le vietano del tutto. In Francia sono autorizzate solo a scopo terapeutico, il Regno Unito le sta regolamentando, gli Usa sono orientati a sottoporle alle stesse prove di valutazione dei farmaci. 

Un nuovo altolà per il «fumo senza fumo» dopo le dichiarazioni dell'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità che oltre a metterne in dubbio l'innocuità le considera addirittura un sistema «per sabotare le strategie messe in atto contro il tabacco». La scorsa settimana l'Unione Europea aveva formalizzato la proposta di obbligare i produttori a contrassegnare i pacchetti delle elettroniche alla nicotina con avvisi espliciti sui rischi per la salute. 

Il parere consegnato a Balduzzi contiene le stesse indicazioni: «Le ricariche con nicotina presentano potenziali livelli di esposizione per i quali non è possibile escludere il rischio di effetti dannosi per la salute umana in particolare per i giovani. Si ritiene opportuno che gli effetti dannosi per la salute siano comunicati al consumatore con apposite avvertenze sulla confezione».  E sono proprio i minorenni i più esposti. Acquistano su Internet aggirando il divieto per gli under 16 stabilito in un'ordinanza firmata dal ministro il 28 settembre e che ha validità di sei mesi. In attesa di nuove, eventuali iniziative che potrebbero essere dettate dal documento dell'Istituto superiore di sanità. 

Le pseudo sigarette si trovano facilmente in commercio. I negozi specializzati aprono con velocità sorprendente. Nel 2012 il comparto ha fatturato circa 100 milioni e ha dato lavoro a circa 1.500 persone. I dati sono stati comunicati dai produttori quando poche settimane fa in un emendamento alla legge di Stabilità è stato proposto di equiparare le elettroniche alle bionde dal punto di vista della distribuzione, detenzione e vendita.






NICOTINA IN VAPORE

Sigarette elettroniche, maxisequestro a Genova. Chiesto parere al Consiglio superiore di Sanità

I Nas hanno requisito tremila dispositivi non a norma. Nel mirino soprattutto negozi aperti per il business natalizio. 

Le sigarette elettroniche ormai sono diventate una moda. E in tanti a Natale le hanno regalate ad amici e parenti nel tentativo di convincerli a smettere di fumare. Bisogna fare però attenzione. Un maxi sequestro di sigarette elettroniche è stato compiuto dal Nas a Genova in alcuni negozi che vendevano prodotti non a norma. Tremila tra dispositivi e liquidi erano privi del marchio di sicurezza. Nel mirino soprattutto negozi aperti negli ultimi tempi per sfruttare il business natalizio. 

IL MARCHIO CE - I militari hanno multato tre commercianti per alcune migliaia di euro. L'attività del Nas è voluta dal ministero della Salute nell'ambito delle verifiche sulla distribuzione in Italia di questo prodotto. Le sigarette elettroniche sequestrate non sono di marchi noti ma vengono dalla Cina e non hanno etichettatura Ce. «Il controllo non è frutto di una strategia di oggi, è un settore delicato non è la prima volta che svolgiamo controlli in questo ambito», ha spiegato il Vice comandante dei carabinieri del Nas, Antonio Diomeda. Sono oltre 30 mila le confezioni sequestrate dai carabinieri del Nas a partire dal 2010. 

LA LEGGE - E intanto dovrebbe arrivare a breve un parere del Consiglio Superiore di Sanità sugli eventuali rischi per la salute legati alle sigarette elettroniche, in particolare quelle che contengono nicotina. Il ministro della Salute Renato Balduzzi ha chiesto all'organismo consultivo del suo dicastero una valutazione sulla base di alcune osservazioni che erano arrivate dall'Unione europea, documento che dovrebbe essere quasi pronto. La Commissione Europea appena prima di Natale aveva formalizzato la proposta di modificare la direttiva in vigore con un giro di vite nei confronti dei prodotti da fumo in generale, imponendo anche per le sigarette elettroniche che contengono nicotina, l'obbligo di riportare con evidenza le avvertenze sui rischi per la salute. Balduzzi lo scorso 28 settembre aveva intanto firmato una ordinanza che rinnovava il divieto di vendita ai minori di 16 anni di sigarette elettroniche con presenza di nicotina. Il divieto di vendita vale per 6 mesi, in attesa proprio della consegna dello studio sul tema che il ministro ha commissionato ai propri esperti il 26 settembre.

 (modifica il 28 dicembre 2012)




GLI É SCOPPIATA TRA LE MANI, IL GIOVANE È STATO COLPITO AGLI OCCHI

Genova: esplode sigaretta elettronica,  25enne ricoverato in ospedale

Dopo il maxi-sequestro di prodotti cinesi fuori norma, arrivano i primi incidenti

Stava «caricando» il liquido da vaporizzare nel serbatoio e la sigaretta elettronica gli è scoppiata fra le mani: un venticinquenne genovese L. R. non si è fatto molto male, è stato colpito agli occhi dalla nicotina ed è corso all'ospedale per il forte bruciore. Al pronto soccorso del Galliera è stato medicato e dimesso con una prognosi di dieci giorni per l'infiammazione oculare: la nicotina è un veleno. 

MAXI-SEQUESTRO - «Primo caso del genere» dicono i Sanitari. E i medici, come i Nas, mettono in guardia sulle sigarette elettroniche «taroccate», quelle prive di autorizzazioni, spesso di fabbricazione cinese come quella che è esplosa mentre L.R. la preparava. A Genova sono stati sequestrati dai Nas in questi giorni più di 3000 kit per sigarette elettroniche fuori norma. Almeno una evidentemente è sfuggita ai controlli ed è arrivata nelle mani dello sfortunato aspirante non-fumatore. Giusto in tempo per esplodere.

Sono ancora qui, felicemente non fumatore ormai da 8 anni, 4 mesi e 17 giorni.

Qualcuno mi ha scritto chiedendomi che fine avessi fatto e la cosa mi è garbata parecchio, lo confesso. Sono ancora qui, felicemente non f...